Piegare  hakles di gallo, di pernice o pelo di cervo, per rendere una mosca più galleggiante, più realistica e più selvaggia. Questa

particolarità ormai rappresenta nel mondo un’impronta tipica dello stile costruttivo italiano. Già da anni oramai tanti bravi costruttori nostri connazionali hanno realizzato stupende imitazioni piegando a caldo le fibre che le compongono, e oramai dovremmo avere elaborato e appreso bene le nozioni basilari che ci permettono di eseguire correttamente questa lavorazione, ma spesso mi capita di parlare con costruttori anche di una certa bravura, i quali affermano che per una piegatura corretta delle fibre sia sufficiente scaldare una pinzetta e con essa imprimere ai “peli” la piegatura voluta. In realtà non è proprio così semplice piegare delle hakles o del pelo animale, in quanto questi “materiali” sono stati realizzati da organismi animali con la funzione di protezione dagli agenti atmosferici e dalle stimolazioni fisiche dell’ambiente. Questi “peli” sono stati progettati dall’evoluzione in milioni di anni e spesso si rivelano più tenaci del previsto. Spesso sulle riviste o sul web si vedono immagini di imitazioni le quali presentano appunto questa particolarità e il loro impatto visivo è impressionante, ma in pesca come si comporteranno? Se queste fibre non sono state fissate con un trattamento collante adeguato, ritorneranno al loro assetto originale dopo essersi bagnate nell’acqua fredda di un fiume, quindi si raddrizzeranno quasi completamente perdendo il loro aspetto “cespuglioso”.

A proposito di questa mia affermazione sono sicuro che qualcuno avrà da obiettare, cercando di sostenere l’errata convinzione che le fibre naturali piegate a caldo non cambino in pesca la loro forma. Bene! Si potrebbe stare qui a discuterne a livello concettuale per tutta l’eternità o si potrebbe decidere di fare qualcosa per fare chiarezza su questo grande dilemma. Siccome amo sperimentare direttamente e in maniera pratica tutto quello che nella pesca a mosca è  “sperimentabile”, ho deciso di pubblicare questo interessante esperimento che ho realizzato a tal proposito:

Ho realizzato 3 imitazioni semplici ( una mosca classica con collare di hakles di gallo ginger e di pernice, e due sedge con “zampe” in pelo di cervo ), poi ho scaldato la pinzetta fino al limite oltre il quale le fibre vengono recise dal calore e ho piegato le “barbule” di queste mosche.

classica 1

In questa prima immagine si vede la mosca classica alla quale sono state piegate a caldo le hakles sia di gallo ginger che quelle di pernice. Per obiettività le ho piegate con una temperatura talmente alta che qualche fibra si è addirittura staccata durante l’operazione.

classica 2

 

In questa seconda immagine si può vedere la stessa mosca classica dopo essere stata immersa per qualche secondo nell’acqua e quindi asciugata. Si nota chiaramente che le hakles hanno riacquistato la loro posizione naturale, quindi l’operazione di piegamento effettuata in precedenza è stata neutralizzata al contatto con l’acqua. Cosa si potrebbe fare per dare una piega stabile a queste hakles? Se ci mettessimo della colla si irrigidirebbero perdendo la loro efficacia, forse della lacca? Ma non credo che anche questa possa risultare una soluzione permanente…. Ecco! La si potrebbe portare dal parrucchiere per fargli fare una permanente! A parte gli scherzi, sembra proprio che in questi casi la cosa migliore sarebbe evitare di piegare a caldo le fibre animali utilizzando altri metodi per raggiungere il proprio scopo, come per esempio utilizzare peli già con una piegatura propria oppure indirizzare le hakles nella direzione voluta “meccanicamente” con un montaggio tip Devoux per esempio. Ma pretendere di imprimere una piega permanente a queste hakles con il solo utilizzo di una pinza calda mi sembra pura utopia.

Una soluzione che nel caso della mosca classica è risultata non appropriata, invece si potrebbe adottare per quanto riguarda, per esempio questa semplice sedge con pelo di cervo.

sedge no colla 1

In questa terza immagine vi è rappresentata una sedge le cui “zampe” in pelo di cervo sono state piegate a caldo con l’utilizzo di una pinza e un accendino.

sedge no colla 2

Ora si può vedere la stessa sedge, dopo che è stata bagnata con acqua, per qualche secondo e quindi asciugata delicatamente.

Si nota chiaramente che i peli di cervo hanno recuperato il loro aspetto originale, vanificando la precedente operazione di piegatura a caldo.

Ma almeno in questo caso una soluzione c’è:

sedge colla 1

A quest’altra sedge, simile alla prima, sono state piegate a caldo le “zampette” realizzate in cervo, ma come si può notare sono state impregnate di una normale colla per mosche. Queste fibre hanno perso un po in elasticità ma dal momento che il pelo di cervo è già un po rigido “di suo” questa ulteriore rigidità non varia di molto il “senso” dell’imitazione, per tanto questa potrebbe essere una soluzione “tollerabile”.

sedge colla 2

Ecco la stessa imitazione dopo che è stata bagnata e asciugata. I peli di cervo non hanno variato significativamente il proprio assetto, dimostrando che su questo “materiale” una leggera mano di colla potrebbe risultare una soluzione accettabile al problema della piegatura permanente dei peli di cervo.