Ricordo proprio una definizione del grande Renato Celere in merito alle mosche realistiche (iper realistiche), esso afferma che nella realizzazione di queste imitazioni, si deve privilegiare l’apparenza al vero, senza considerare necessariamente la loro azione in pesca, dal momento che il loro scopo è puramente artistico.

Condivido assolutamente la sua idea, in quanto queste mosche sono semplicemente delle “statuette” rappresentanti in modo più fedele e dettagliato possibile gli insetti reali, ma spesso, per ottenere questi risultati è necessario sacrificare molte di quelle caratteristiche che rendono funzionale in pesca una mosca, quali la naturalezza dei movimenti, la galleggiabilità, l’assetto in pesca, la consistenza al tatto ecc.

Vincitrice della categoria realistica al World Tuscany Open 2010, questa imitazione è stata protagonista di un episodio al quanto raro e singolare:

Fatto sta, che durante l’esame dei molti giudici sia italiani che internazionali preposti al voto delle imitazioni, in essi ha iniziato a balenare l’idea che questa cavalletta fosse vera e imbalsamata, o che fosse composta da parti di insetto reale.

Spiazzati da questo atroce dubbio hanno dovuto procedere ad un’analisi invasiva dell’imitazione e quindi preso uno spillo l’hanno dovuta forare e tastare per giungere alla verità.

Appurato l’assoluta artificiosità della mosca in questione gli hanno assegnato la prima posizione in classifica.

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